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Il Sacro Romano Impero in nummis

La Storia in una moneta

Aachen (Aquisgrana)

1250Reichsstadt
1789Francia
1250Münzrecht
Reichsstadt
 

Introup

La città di Aachen (it: Aquisgrana), sita in prossimità del confine con il Belgio e con i Paesi Bassi, sorge in una valle circondata da alture boscose, la valle del Wurm, un affluente del Roer, fiume tributario della Mosa. Per questa sua posizione è la città più occidentale della Germania.

Storiaup

Origini

Come attestano le tracce di sfruttamento di una cava di selce presso il Lousberg risalenti alla prima metà del III millennio a.C., la zona era già frequentata nel neolitico.

Tuttavia l'insediamento più antico della città deve la sua origine alle sue salubri sorgenti termali, le cui acque calde furono utilizzate probabilmente dalle popolazioni celtiche della zona. In ogni caso, un vero e proprio centro venne fondato solo nel I secolo d.C., legato ad un campo fortificato romano (Aquae Granni, dal nome di un dio celtico della salute, Grannus).

Dal V secolo al Sacro Romano Impero

A partire dal V secolo la zona fu occupata dai Franchi Ripuari e il rinvenimento di tombe franche della metà del VII secolo attesta la continuazione del centro abitato in quest'epoca.

Sembra che Aquisgrana sia stata sede di una corte reale già sotto i Merovingi, ma fu sotto Carlo Magno che divenne particolarmente importante, poiché la scelse come suo luogo di residenza preferito, la impreziosì con un maestoso palazzo imperiale ed una cappella nella quale diede ordine di essere sepolto.

La prima menzione della città (Aquis villa) si trova nello storico carolingio Eginardo, il quale racconta che il re dei Franchi Pipino il Breve vi trascorse il Natale del 765 e la successiva Pasqua.

Nel 768 Carlo Magno vi trascorse il Natale, decidendo di stabilirvi la propria residenza invernale.

Nel 936 Ottone I fu il primo imperatore incoronato nella Cattedrale e, da quel momento, fino a Ferdinando I, nel 153 37 imperatori del Sacro Romano Impero vennero incoronati "Re dei Germani" ad Aquisgrana. Nel 1002 fu sepolto nella Cattedrale anche l'imperatore Ottone III.

Nel 1165 l'imperatore Federico I Barbarossa conferì alla città, dichiarata città libera imperiale e sede imperiale, il diritto di tenere mercato e di battere moneta. Nel 1171 venne costruita la prima cinta di mura. Nel 1248 la città venne conquistata da Guglielmo d'Olanda, dopo un assedio durato sei mesi. Nel 1257 si iniziò la costruzione di una seconda cinta di mura, più esterna, completata cento anni dopo.

Per tutto il Medioevo, le preziose reliquie ottenute da Carlo Magno e da Ottone III per la cappella imperiale furono oggetto di grandi pellegrinaggi (i cosiddetti "Pellegrinaggi al Santuario "), che attiravano torme di pellegrini da Germania, Austria, Ungheria, Inghilterra, Svezia ed altri paesi. Dalla metà del XIV secolo, divenne uso comune esporre le quattro reliquie una sola volta ogni sette anni. Questi pellegrinaggi, le incoronazioni degli imperatori tedeschi, il fiorente commercio ed i privilegi conferiti dai vari imperatori contribuirono a rendere Aquisgrana una delle prime città dell'Impero.

Il declino della città

La decadenza di Aquisgrana iniziò con le lotte religiose che furono conseguenza della Riforma protestante. Nell'anno 1524, Albrecht von Muenster portò in città, per la prima volta, il protestantesimo, di cui, successivamente, fu vietata la predicazione. Il predicatore fu messo a morte per due omicidi attribuitigli durante il suo soggiorno nelle città di Maastricht e di Wesel. Tuttavia, ben presto ad Aquisgrana si formò una nuova comunità protestante che, gradualmente, raggiunse una forza tale da determinare, nel 158 l'elezione di un borgomastro protestante. Nel 1597 la città fu sottoposta ad embargo, fatto rispettare dal duca di Julich, signore cattolico della città. Nel 1600, i cattolici furono ripristinati nel godimento dei loro diritti ed invitarono i Gesuiti. In un censimento del 1601 la città contava ancora circa 14.000 abitanti. Nel 161 tuttavia, i protestanti insorsero, saccheggiarono il collegio dei Gesuiti e, nel 1612, scacciarono i funzionari cattolici aprendo le porte della città alle truppe provenienti dal Brandeburgo. L'impero impose nuovamente l'embargo alla città, fatto osservare dal generale spagnolo Spinola. In seguito a tali eventi, i capi protestanti furono processati o mandati in esilio. Questi problemi, insieme ad un grande incendio che, nel 1656, distrusse circa 4000 case, misero fine alla prosperità della città.

Dai trattati di Aquisgrana alla Prussia

Nel XVII e nel XVIII secolo, nella città, furono conclusi due importanti trattati di pace.

Con il primo, datato 2 maggio 1668, Luigi XIV si accordò con la Tripla Alleanza della Haye (formata da Inghilterra, Olanda e Svezia) per porre fine alla cosiddetta guerra di devoluzione contro la Spagna, con la quale si era impossessato dei Paesi Bassi spagnoli e della Franca Contea. Per non impantanarsi in una guerra europea, Luigi XIV acconsentì a restituire i territori conquistati in cambio di 12 piazzeforti fiamminghe.

Il secondo trattato, datato 18 ottobre 1748, pose fine alla guerra di successione austriaca. Negli anni 1793 e 1794, Aquisgrana fu occupata dai francesi, nel 1798 fu annessa alla Repubblica francese e, nel 1802, divenne, di fatto, la capitale del Dipartimento del Roer.

Infine, nel 1815, Aquisgrana passò sotto la Prussia. Dal 30 settembre all'11 novembre 1818, nella città si tenne una conferenza tra i sovrani di Russia (Alessandro I), Austria (Francesco I) e Prussia (Federico Guglielmo III) ed i plenipotenziari di Francia ed Inghilterra per determinare le relazioni tra la Francia e le Potenze. La Francia ottenne una riduzione delle indennità di guerra, la partenza anticipata dell'esercito di occupazione e l'ammissione nella Santa Alleanza; le altre quattro potenze garantirono il trono di Francia ai Borbone contro possibili future rivoluzioni.

Signoriup

Zecche e zecchieriup

Dati estratti da: Schön G., Deutscher Münzkatalog 18. Jahrhundert, Battenberg (2007-2008)[SCH]

Zecche

Zecchieri

Moneteup

 

1 Ducatup

1 Goldguldenup

1 Marckup

2 Marckup

3 Marckup

4 Marckup

6 Marckup

8 Marckup

16 Marckup

32 Marckup

1 Thalerup

2 Thalerup

1 Hellerup

2 Hellerup

3 Hellerup

4 Hellerup

12 Hellerup

Bibliografiaup

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